Cambia il passo delle due eliche e osserva l'intero compromesso: spinta allo spunto, tempo per entrare in planata, regime che il motore riesce a tirare e velocità massima. Tutto il resto della barca resta identico.
I tre regimi non vanno confusi. Il regime nominale è un dato del motore, quello a cui il costruttore dichiara la potenza, e nel modello fissa sia la forma della curva di potenza sia il tetto del limitatore. Il regime in prova non ha effetto sulla fisica, è solo la manetta a cui vuoi fotografare la barca: muove il blocco "al regime in prova" della tabella, le eliche che girano e il triangolo del passo. Il regime raggiunto, nelle schede e nelle letture, è invece un risultato: è dove il motore si ferma davvero a tutto gas, quando la coppia richiesta dall'elica pareggia quella erogata. Il confronto fra quest'ultimo e il nominale è la diagnosi dell'abbinamento.
Peso e lunghezza fissano la gobba di resistenza e la velocità di scollamento. Il fattore di resistenza scala l'intera curva della carena, alzalo se la barca è tozza, caricata o sporca di carena.
Vista laterale al regime in prova, in scala con il diametro. La linea continua è la traccia elicoidale che l'apice di pala lascia nell'acqua, quella tratteggiata è dove sarebbe se l'elica avvitasse in un dado solido: la distanza fra le due dopo un giro è lo slittamento. I filetti si stringono e accelerano attraversando il disco, secondo la quantità di moto impressa dalla spinta.
Il triangolo del passo: srotolando il giro della sezione a 0,7 del raggio, la base è il cammino circonferenziale e l'altezza è il passo. La pallina avanza in fase con l'elica.
| Grandezza | Elica A | Elica B | Scarto B |
|---|
Per ogni velocità, il regime che il motore deve tenere perché la spinta uguagli la resistenza. La linea sottile tratteggiata è la velocità puramente geometrica del passo, la distanza fra le due curve è lo slittamento reale. La curva finisce dove il motore esaurisce coppia o arriva al limitatore.
Velocità nel tempo partendo da fermo con manetta tutta aperta, integrando spinta meno resistenza sulla massa della barca.
Le carene avanzano alla velocità massima di ciascuna elica, con l'assetto corrispondente: prua alta sulla gobba, scafo appoggiato e spruzzi in planata.
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